10% DI SCONTO SU TUTTI GLI ORDINI DI FRANCOBOLLI - INSERISCI FHWP - 111A2A AL MOMENTO DEL PAGAMENTO
Spedizione: Spedizione GRATUITA a partire da GBP £14.56

PRE-ORDER Animale dell’anno 2026 – Riccio Europeo

Serie CTO
GBP £1.17
Foglietti
GBP £14.47
Foglietti CTO
GBP £14.47
Minifogli
GBP £11.65
Minifogli CTO
GBP £11.65
FDC
GBP £2.28
FDC senza francobolli
GBP £1.12
FDC senza francobolli
GBP £1.46
Collezionabile
GBP £13.11
Collezionabile
GBP £2.23
Collezionabile
GBP £2.38
Collezionabile CTO
GBP £2.23
Collezionabile CTO
GBP £2.38
Bloco di 4 CTO
GBP £4.66
Maggiori dettagli PRE-ORDER Animale dell’anno 2026 – Riccio Europeo

Il riccio, animale dell’anno 2026
Pro Natura ha nominato il riccio europeo animale dell’anno 2026. Un simpatico animaletto spinoso che popola i nostri giardini e parchie che è necessario proteggere.

Al momento riposa sepolto sotto un grosso mucchio di foglie. Non sappiamo se stia davvero dormendo. Ma non appena le temperature aumenteranno, il riccio terminerà il suo letargo in­ vernale e tornerà ad aggirarsi nei nostri giardini, parchi e prati. Pochi altri animali selvatici suscitano tanta simpatia, nonostan­ te – o forse proprio a causa – dei suoi aculei. Affinché il riccio possa continuare a vivere nei nostri quartieri, ha bisogno di rifu­ gi adeguati. In campagna sono scomparsi in molti luoghi, moti­ vo per cui sempre più spesso si sposta nei nostri insediamenti.

Una vecchia conoscenza
I ricci esistono da oltre 15 milioni di anni, molto prima che l’uomo calpestasse la terra. Sono sopravvissuti alle ere glaciali e sono stati contemporanei dei mammut. Dopo la fine dell’ultima era glaciale, circa 20’000 anni fa, i ricci provenienti dall’Europa me­ ridionale sono tornati anche nell’odierna Svizzera, Il nome zoolo­ gico dei ricci autoctoni è «riccio europeo» (Erinaceus europaeus).

Spinoso ma irresistibile
Il suo segno distintivo sono i 5000-7000 aculei, di fatto dei peli che drizza in caso di pericolo trasformandosi in una palla quasi impenetrabile. I piccoli sono inizialmente ciechi e sordi, ma hanno già circa 100 aculei morbidi che spuntano dalla pelle poco dopo la nascita. A partire dalla seconda settimana di vita aprono gli occhi e le orecchie, dopo circa sei settimane sono indipendenti e devono prendere peso per superare bene il primo inverno.

Potenzialmente minacciato
Il riccio è chiamato in inglese «hedgehog», che significa «maialino da siepe». Deve questo nome alla sua predilezione per le siepi e la vegetazione fitta. Oggi, però, nelle campagne mancano molti dei suoi rifugi naturali: siepi, boschetti e prati ricchi di specie hanno lasciato il posto a monotone superfici agricole. Negli inse­ diamenti urbani incontra inoltre ostacoli quali superfici imper­ meabilizzate, giardini con ghiaia, recinzioni senza passaggi e traffico stradale. Ogni anno migliaia di ricci sono vittime di auto­ mobili o falciatrici. Non c’è da stupirsi quindi che il riccio sia in pericolo: dal 2022 è considerato specie potenzialmente a rischio in Svizzera.

Un coinquilino utile
Giardini, parchi e aree verdi non dovrebbero quindi essere troppo sterili. I ricci ci ringrazieranno doppiamente: da un lato perché, in quanto coinquilini utili, si nutrono notte dopo notte di lumache e insetti, preservando così l’equilibrio ecologico del giardino, dall’altro perché il riccio diventa un simbolo di quartieri animati dalla presenza di una varietà di specie. Proteggendo loro, pro­ teggiamo anche innumerevoli altri animali, dai coleotteri alle far­ falle. In questo modo avremo ancora la possibilità di incontrare al crepuscolo un riccio che, tutto indaffarato, si fa strada nell’erba.