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"Kornjača i drugi predjeli" (La tartaruga e altri paesaggi) è il titolo di una raccolta di poesie di Danijel Dragojević, e la tartaruga, in una metafora visiva molto precisa, rappresenta la città di Korčula. Circondata dalla sua penisola-isola e attraversata da un reticolo di strade che ricordano proprio una tartaruga, protegge con il guscio dei suoi tetti non solo il patrimonio materiale ma anche quello immateriale dall'estinzione: tradizione, fede, usanze. Così, i suoi antichi riti pasquali della Vela Setemana (Settimana Santa) si annoverano tra gli eventi e le scene più suggestive del breviario mediterraneo e del calendario delle nostre città adriatiche. Tra tutti i giorni della Settimana, spicca in particolare il Venerdì Santo, quando le confraternite, in processione notturna, portando torci e "veli vosak", ovvero grandi ceri di cera dipinti a mano, che si riflettono su antichi oggetti liturgici, cantando la Passione, portano per la città la luce del pentimento e della speranza.

Le confraternite sono associazioni di cittadini istituite per promuovere la devozione, rafforzare la solidarietà sociale, promuovere la vita economica, preservare il patrimonio e arricchire la città di nuove opere d'arte. Per la loro composizione sociale e di classe, sono interamente democratiche, ma rigorosamente strutturate da statuti. La carica del capo di una confraternita è così onorata che nella gerarchia della comunità occupa il terzo posto, dopo il vescovo e il duca. Con la loro ampia gamma di impegni sociali, le confraternite si differenziano dalle corporazioni, che si strutturavano principalmente sull'appartenenza alla stessa professione. Si ritiene che le confraternite siano apparse già tra la tarda antichità e l'alto medioevo, al tempo della prima affermazione del cristianesimo, nel IV e V secolo. La loro nascita è spesso legata a grandi catastrofi come pestilenze, carestie, guerre, inondazioni, incendi e altre calamità che richiedevano risposte collettive. Un impulso particolare fu dato dalla fondazione degli ordini francescano e domenicano, profondamente legati al popolo. Nel corso dei secoli, le priorità e le fortune delle confraternite cambiarono: furono soppresse dalla Riforma e riprese dalla Controriforma, abolite dall'Illuminismo e rinnovate dal Romanticismo. Sono sopravvissute fino a oggi, con diverse enfasi, tanto che Papa Francesco, con un nome significativo, pur affermandone lo scopo, le ha invitate a orientarsi verso i valori originali del Vangelo, adattati al mondo contemporaneo.

Le confraternite hanno svolto un ruolo particolarmente importante nello sviluppo e nella conservazione della lingua volgare. Al loro interno è nata la prima letteratura nazionale e dalle loro feste popolari si sono sviluppate le prime forme di teatro. Il più antico canto liturgico croato apparteneva proprio alla Confraternita di Ognissanti di Curzola; è ancora oggi utilizzato durante la Vela Setemana.

Le confraternite nelle nostre terre sono menzionate a partire dall'XI secolo, prima a Zara e poi in altre città dell'Adriatico, nonché nella Croazia settentrionale. Nel XIV secolo, a Zagabria, una delle due confraternite portava il bel nome di "Od Dobre Smrti" ("Della Buona Morte"). Anche il Pontificio Collegio Croato di San Girolamo a Roma trasse origine da una confraternita che gestiva un ospizio per i pellegrini croati e, più in generale, dell'Adriatico orientale. Altrettanto significativa è la confraternita dei Santi Giorgio e Trifone delle Bocche di Cattaro a Venezia, nella cui chiesa il celebre pittore rinascimentale Carpaccio dipinse uno dei suoi più bei cicli di affreschi.

A Korčula (Curzola) sopravvivono ancora oggi tre antiche confraternite. La più antica è quella di Ognissanti, la cui data di fondazione è attestata all'8 ottobre 1301; poi quella di San Rocco, del 1575; e quella della Beata Vergine Maria della Consolazione, della Cintura, del 1603. Continuano a svolgere i loro compiti secolari ancora oggi, custodendo le riserve di virtù civiche e ricordandoci i valori della comunità e dell'uguaglianza.

Il francobollo pasquale di quest'anno delle Poste Croate raffigura una processione di confratelli in abiti tradizionali (tonige), che portano i torci, candele di cera che possono pesare fino a ottantacinque chilogrammi e raggiungere un'altezza di due metri e mezzo. La processione si muove sotto volte di pietra, sotto il guscio di una tartaruga, proprio come si muove da settecentoventicinque anni. Questo antico patrimonio è stato proclamato dal Ministero della Cultura patrimonio culturale immateriale e le Poste Croate lo hanno presentato al mondo.

Accademica Željka Čorak