Riccio orientale (Erinaceus concolor)
Il riccio orientale è un piccolo mammifero dell'ordine Eulipotyphla (insettivori), riconoscibile per il corpo tozzo, le zampe corte e i caratteristici aculei che ricoprono il dorso e i fianchi. Gli adulti pesano tra i 600 e i 1.200 grammi; i maschi sono generalmente di dimensioni leggermente maggiori. La parte inferiore del corpo è ricoperta da una pelliccia morbida e più chiara, che spesso forma una caratteristica macchia bianca sul petto: è proprio questa particolarità a dare il nome alla specie. Gli aculei sono di colore variabile dal marrone scuro al nero, con le punte più chiare, e costituiscono un'efficace difesa contro i predatori.
Il riccio orientale è un animale decisamente onnivoro, sebbene la maggior parte della sua dieta sia costituita da invertebrati, in particolare insetti, lombrichi, lumache e le relative larve. Occasionalmente si nutre anche di piccoli vertebrati, uova, frutta e altro materiale vegetale. È un animale prevalentemente notturno che esce dal proprio rifugio alla ricerca di cibo. Durante il giorno riposa in un nido costruito con foglie secche, erba o altro materiale vegetale, spesso riparato da cespugli, siepi o cumuli di rami. In inverno entra in letargo, un periodo che può durare diversi mesi a seconda delle condizioni meteorologiche e della disponibilità di cibo.
I ricci non sono animali strettamente territoriali; tuttavia, gli individui occupano aree vitali specifiche che possono sovrapporsi parzialmente a quelle di altri esemplari. L'estensione di tale area dipende dalla qualità dell'habitat e dalla disponibilità di cibo. La riproduzione avviene una volta all'anno. L'accoppiamento ha inizio a tarda primavera o all'inizio dell'estate e, dopo un periodo di gestazione di circa cinque settimane, la femmina dà alla luce da tre a sei piccoli. I piccoli nascono ciechi e privi di aculei sviluppati (che compaiono poco dopo la nascita) e rimangono con la madre per diverse settimane fino a raggiungere l'indipendenza. Trascorre l'inverno in letargo: durante il sonno, la temperatura corporea scende a 4°C (rispetto ai 34°C normali), il battito cardiaco rallenta fino a 20 pulsazioni al minuto (contro le 190 di un animale attivo) e la frequenza respiratoria si attesta sui 10 atti respiratori al minuto. L'aspettativa di vita media dei ricci in natura è di tre-cinque anni, sebbene alcuni esemplari possano vivere più a lungo.
Quando si sente minacciato, si appallottola e drizza gli aculei. I predatori naturali del riccio dal petto bianco settentrionale sono principalmente carnivori come volpi e tassi, oltre a certi rapaci e strigiformi. Negli ambienti antropizzati, tra le minacce significative figurano il traffico, l'uso di pesticidi e la perdita di habitat dovuta all'agricoltura intensiva e all'urbanizzazione.
Il riccio dal petto bianco settentrionale è diffuso nell'Europa orientale e centrale. In Slovenia è una specie comune e ampiamente distribuita, in particolare nelle zone di pianura e collina. Predilige paesaggi a mosaico caratterizzati da un mix di prati, giardini, margini boschivi e insediamenti umani. Si trova spesso anche in prossimità delle abitazioni, dove sfrutta diverse fonti di cibo e rifugi. In quanto componente chiave dell'ecosistema, il riccio dal petto bianco svolge un ruolo importante nella regolazione delle popolazioni di insetti e altri invertebrati. In tal modo, contribuisce a mantenere l'equilibrio naturale e può avere un impatto positivo riducendo la presenza di alcuni organismi nocivi in agricoltura e nei giardini.
Prof. Agg. Dott. Hubert Potočnik, Dipartimento di Biologia, Facoltà di Biotecnologie