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Pioniere – Centenario del Lyceum Club Femenino

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Maggiori dettagli Pioniere – Centenario del Lyceum Club Femenino

La biblioteca del Lyceum Club Femenino di Madrid rappresentava un luogo centrale per questa associazione pionieristica nella storia del femminismo, il cui centenario sarà celebrato nel 2026. Ben più di una semplice raccolta di libri, la biblioteca fungeva da epicentro intellettuale di una comunità sociale, culturale e politica senza precedenti nella Spagna dell'epoca.

María de Maeztu, Victoria Kent, Zenobia Camprubí, Clara Campoamor, María Teresa León, Carmen Baroja... L'elenco completo delle socie rimane ignoto, poiché la documentazione del Lyceum andò dispersa o perduta durante la dittatura; tuttavia, ricerche promosse dal Ministero della Cultura hanno permesso di ricostruire l'elenco più ampio mai identificato. Tale lista comprende oltre 500 donne la cui identità sta venendo recuperata grazie a un efficace modello di ricerca collaborativa che coinvolge istituzioni pubbliche, archivi e cittadinanza.

Il Lyceum divenne un punto d'incontro per le diverse iniziative femministe avviate già decenni prima. Il suo decennio di attività rifletteva l'impegno di donne provenienti da ambiti disparati: scrittrici, scienziate, artiste, giuriste ed educatrici. Insieme, promossero la crescita professionale, culturale e formativa delle donne; ospitarono conferenze di personalità nazionali e internazionali, oltre a recital, corsi e presentazioni di libri; e organizzarono mostre monografiche dedicate ad artiste donne. Nelle sale del club si discuteva di strategie per il suffragio femminile — finalmente approvato nel 1931 — e si promuovevano due iniziative sociali di grande importanza: la *Casa de los Niños* (Casa dei Bambini) e il *Comité del Libro para el Ciego* (Comitato del libro per i non vedenti).

La ​​prima sede del club fu inaugurata nel 1926 nello storico edificio *Siete Chimeneas* (Sette Camini), che attualmente ospita il Ministero della Cultura. Nel 1931, il club si trasferì nella vicina via San Marcos, al civico 44. Le testimonianze superstiti confermano che le socie custodirono gelosamente i libri fino a quando la collezione non fu sequestrata dalla Falange. Purtroppo, decenni più tardi, in epoca democratica, la biblioteca fu messa all'asta e oggi sono stati recuperati solo pochi titoli. È proprio questo luogo a essere evocato dal francobollo commemorativo illustrato da Clara de Frutos. La sua immagine evoca quello spazio condiviso in cui idee, conversazione, cultura e unità hanno contribuito alla lotta per l'uguaglianza e la libertà delle donne nella sfera pubblica e politica del nostro Paese.