Martin Ťapák è stato un regista, sceneggiatore, attore, ballerino e coreografo slovacco (Liesek, 13 ottobre 1926 – Bratislava, 1º febbraio 2015). Ha iniziato la sua carriera di attore presso il Teatro Nazionale Slovacco (1945–1951). Nel 1950 è entrato a far parte dello Slovak Folk Art Ensemble (SĽUK), dove, in qualità di regista e coreografo, ha creato opere quali *Basket*, la danza "Bunkoš", la danza "Kresák", *Short Folk Songs*, *Thread Makers*, *Philanderer*, *Gipsy Dance* ed *Ežo Vlkolínsky*, uno spettacolo che univa danza e movimento. Dal 1951 al 1956 ha studiato coreografia presso l'Accademia di Arti Performative di Bratislava. Dopo il diploma, Ťapák è tornato al SĽUK (1958). Dal 1959 al 1962 ha lavorato come regista per la Laterna Magika di Praga. Come attore cinematografico ha debuttato nel 1948 nei film *White Darkness* (regia di F. Čáp), *Wolf Holes* (regia di P. Bielik) e *The Devil’s Wall* (regia di V. Wasserman). Ha diretto il suo primo lungometraggio per il cinema, *The Bride of the Mountains*, nel 1971. Quattro anni più tardi ha realizzato *Pacho, Brigand of Hybe*, la più celebre commedia e parodia slovacca a tema brigantesco. Nel 1976 Ťapák è diventato membro del Consiglio Nazionale Slovacco e, dal 1977 al 1980, ha ricoperto la carica di direttore generale della Slovak Film.
Ha inoltre diretto *Plavčík and Vratko* e *Popolvar, Biggest in the World*, una coproduzione basata su fiabe. Sono molto note anche le sue trasposizioni di opere letterarie e drammatiche, come *Il ritorno di Ján Petro* (basato sul romanzo di Emil Dzvoník *Ducati nella naftalina*), *Venere in serra* (dal romanzo di Anton Baláž), *Il gallo non canterà* (dal dramma di Ivan Bukovčan *Prima che il gallo canti*) e *La czarda di Monti* (dal racconto di Viliam F. Šikula). I suoi film per la televisione traevano particolare ispirazione dalle tradizioni popolari slovacche (tra cui *Quando il musicista ruppe una corda*, *Un anno in campagna*, *Il prato dove dorme il vento*, *La mia ghirlanda verde*) e dalla letteratura slovacca, sia classica che moderna. Realizzò adattamenti televisivi del romanzo *La frusta vivente* di Milo Urban e di *Malka* di František Švantner; dei racconti *La giovenca rossa*, *Le ostie natalizie* e *Mišo* di Martin Kukučín, nonché de *Gli abitanti della montagna* di Margita Figuli e del racconto lungo *Il cortile deserto* di Andrej Chudoba. Ťapák si dedicò anche alla regia teatrale: mise in scena il musical *Il ritorno di Pacho* per il Teatro Andrej Bagar di Nitra e lo spettacolo *Kubo* per il Teatro Nová Scéna di Bratislava. Nel 2007 è stato insignito della Croce di Pribina di prima classe, un'onorificenza statale. Nel 2017, suo figlio Marek ha realizzato un documentario intitolato *Martin Ťapák*.