Lo scrittore croato Vladimir Nazor nacque il 30 maggio 1876 a Postira sull'isola di Brač. A Graz, in Austria, completò gli studi di scienze naturali, poi lavorò come professore di scuola superiore a Zara, in località istriane e a Zagabria, nonché come direttore della Casa dei Bambini a Crikvenica. La Seconda guerra mondiale lo sorprese a Zagabria, da cui fuggì nel 1942, insieme a Ivan Goran Kovačić, verso il territorio sotto il controllo delle unità partigiane. Morì a Zagabria il 19 giugno 1949.
L'opera di Nazor è varia e ricca. Spiccano in particolare le raccolte di poesie narrative (Leggende slave, Živana, Il libro sui re croati, I re croati), i libri di lirica (Lirica, Nuove poesie) e i poemi epici (L'orso Brundo, L'anatra dalle ali d'oro). Durante la Prima guerra mondiale la sua poesia divenne più spirituale e soggettiva (Intima, Filo di corallo, Poesie sui quattro arcangeli). Dopo il 1942 entrò in un nuovo periodo letterario.
Nell'opera narrativa prevalgono miti, leggende e folklore (Racconti istriani, Veli Jože, Stoimena). Una parte importante della sua produzione è costituita dai diari di viaggio (Diari di viaggio), così come dalla prosa memorialistica (Sulla punta della lingua e della penna, Cristalli e semi). È stato traduttore dall'italiano e dal tedesco.
(Željka Šaravanja)