Il 3 maggio 1936, la coalizione del Fronte Popolare vinse le elezioni legislative. Il 6 giugno, per la prima volta, un socialista, Léon Blum, fu nominato Primo Ministro. Sostenitore di una politica di stimolo economico basata sulla domanda, ispirata al New Deal americano, Blum si trovò ad affrontare un movimento sociale senza precedenti che coinvolse quasi tre milioni di scioperanti.
Questi scioperi, con l'occupazione dei luoghi di lavoro, furono una vera e propria festa: balli improvvisati, partite a carte, spettacoli teatrali e persino un tour di Tino Rossi, che si esibì per le commesse delle Galeries Lafayette. "Finalmente possiamo respirare", scrisse la filosofa Simone Weil. I datori di lavoro, in preda al panico, credettero che fosse giunto il momento della rivoluzione. Implorarono Blum di organizzare un incontro con la CGT (Confederazione Generale del Lavoro) per stipulare un nuovo contratto sociale. I colloqui iniziarono alle 15:00 del 7 giugno all'Hôtel de Matignon. Le discussioni furono tese ma civili. Duchemin, presidente della CGPF, precursore del Medef, espresse la sua vergogna quando gli furono presentate le cifre relative ai salari più bassi. All'epoca non esisteva un salario minimo.
Alle 00:40 furono firmati gli accordi, che segnarono un incredibile progresso sociale: contratti collettivi, l'elezione di rappresentanti dei lavoratori, il divieto di qualsiasi sanzione per gli scioperi e aumenti salariali dal 7 al 15%. Le altre due principali rivendicazioni, la settimana lavorativa di 40 ore e due settimane di ferie retribuite, furono approvate dall'Assemblea Nazionale l'11 e il 12 giugno. Gli scioperi si placarono gradualmente e il movimento operaio tornò alla normalità.
Gli accordi di Matignon divennero quindi un punto di riferimento e un grande mito per la sinistra. Per Léon Blum, avrebbero dovuto segnare l'inizio di una nuova era, un'era di dialogo continuo tra capitale e lavoro anziché di costante scontro. Non sarebbe stato del tutto così. "Nonostante tutto", scrisse, "avevo portato una sorta di futuro più luminoso a vite difficili".