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2026Abbazia di Sant'Antonio - Serie

Serie
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Dati tecnici
  • 09.07.2026
Maggiori dettagli Abbazia di Sant'Antonio

Saint-Antoine-l’Abbaye, nell'Isère, nella regione Alvernia-Rodano-Alpi, è stato eletto "Borgo preferito di Francia" nel 2025 durante il programma di France 3 condotto da Stéphane Bern.

Per l'edizione 2026, che andrà in onda mercoledì 8 luglio alle 21:10 su France 3 e france.tv, Stéphane Bern annuncerà il "Borgo preferito di Francia 2026", scelto tramite votazione dal pubblico tra 14 candidati: 14 incredibili borghi, ricchi di storia e cultura.

"Alle porte della catena montuosa del Vercors, il borgo di Saint-Antoine-l’Abbaye è un'incantevole cittadina medievale che si svela come un libro di storia, con le sue stradine tortuose fiancheggiate da case a graticcio, tetti di tegole smaltate, l'antico mercato coperto e la chiesa abbaziale, gioiello del patrimonio gotico nel Delfinato." Nella dolce valle dove scorre il fiume Isère, un borgo in pietra si raggruppa attorno a un'abbazia gotica dai tetti vetrati: Saint-Antoine-l’Abbaye.

Qui, le stradine si snodano in misteriosi vicoli, la luce si aggrappa alle facciate a graticcio e i passi echeggiano come un rosario. Da lontano giungono persone: pellegrini dall'Occidente, viaggiatori dal Medio Oriente, principi e re di Francia. Tutti sono attratti dal tesoro custodito nel cuore del borgo, il reliquiario di Sant'Antonio l'Egiziano, e dalla fama di un ordine ospedaliero la cui carità ha permeato i secoli: gli Antonini. Essi curano l'ergotismo, il "mal des ergotism", questo fuoco interiore che consuma i corpi e attanaglia le anime. Qui si impara ad ascoltare, si apprende una dieta lenitiva, un pane confortante, la conoscenza dei rimedi erboristici e l'arte di offrire una mano. Così nasce una reputazione: in questo angolo di pietra, la scienza della guarigione e la fede parlano a bassa voce.

Con il passare del tempo, la vita tesse i suoi contrasti: contadini, mercanti e nobili condividono la stessa pietra, la stessa acqua, lo stesso mercato. Il sacro risuona dai campanili, le risate profane sotto i mercati; processioni e fiere si intrecciano, e il villaggio, fedele ai suoi valori di ospitalità, custodisce anche le sue ombre: quell'antico fremito dove fervore e dubbio si sfiorano.

Oggi, l'abbazia, il chiostro, le sale capitolari, le facciate scolpite raccontano questa storia. Musei, botteghe artigiane, sagre medievali e notti d'estate reinventano la leggenda, mentre la tavola unisce le persone: formaggi del Vercors, noci dorate, mieli delle colline, pan di zenzero dai profumi monastici.

Saint-Antoine-l’Abbaye, eletto "il borgo più amato di Francia", rimane un luogo di passaggio per le anime, un luogo dove si cammina nella storia tanto quanto nella luce.

Qui, la pietra sa ascoltare. Il sacro effonde la sua luce, il profano la sua risata. E quando cala la sera, le reliquie vegliano: l'accogliente borgo offre pane, conversazione e riparo.