Il 12 ottobre 2026, La Poste vi invita a proseguire il viaggio tra le capitali europee con un foglietto di 4 francobolli dedicato a Zagabria. Questa serie è stata inaugurata nel 2002 con Roma.
La storia di Zagabria si colloca all'incrocio di influenze divergenti. Situata tra l'Europa continentale e il Mediterraneo, tra la Repubblica di Venezia e l'Impero asburgico, la città un tempo baluardo contro gli invasori del Nord e l'avanzata ottomana da est finì per liberarsi delle proprie fortificazioni. Sulla scia dei moti rivoluzionari del 1848, entrò così in una modernità consona al suo destino di capitale croata, simboleggiata dalla statua equestre del bano Jelačić.
Zagabria è una città dalla doppia anima: distingue il potere laico da quello religioso, con due entità urbane ben definite sui pendii del monte Medvednica (il "monte degli orsi"). Da un lato vi è Gradec, con il parlamento (Sabor) e la chiesa di San Marco, dove i governatori (i *ban*) prestavano giuramento; dall'altro la città ecclesiastica di Kaptol, dominata dalla cattedrale. Se un tempo un ponte noto come "ponte di sangue" (*Krvavi most*) separava le due realtà, col passare del tempo i conflitti così come il corso d'acqua hanno trovato una pacifica risoluzione, venendo assorbiti nella vivace sequenza di caffè di via Tkalčićeva. Oggi, una funicolare collega l'antica città alta alla città bassa, sviluppatasi secondo una pianta a ferro di cavallo che alterna parchi pubblici a istituzioni scientifiche, artistiche e sociali.
Zagabria incarna, soprattutto, un insieme di legami: quelli che uniscono la cultura croata alla storia europea e, in senso più ampio, a una storia cosmopolita. Un tempo situata lungo il percorso dell'Orient-Express, oggi è attraversata dalle luci dei festival dall'arte naïf al cinema d'animazione ma anche da emozioni universali, come le tracce anonime di rotture amorose raccolte dal 2006 nel Museo dei Cuori Spezzati, dove il fallimento di una relazione si trasforma in un sentimento umano degno di memoria.